Raccontando la storia

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Si inaugura il 10 Febbraio presso il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto il ciclo di conferenze “Raccontando la Storia”, una serie di 10 incontri che ci accompagneranno due volte al mese, da febbraio a giugno, attraverso la scoperta di Umbri, Etruschi, Sabini e Romani. Le conferenze, promosse dal Polo Museale dell’Umbria in collaborazione con l’associazione Astra Onlus e con il supporto della GraficArte Severini, avranno inizio alle ore 16.30 e saranno gratuite e aperte a tutti. Nel primo appuntamento verranno illustrati i risultati delle analisi antropologiche e paleopatologiche della popolazione umbra sepolta a Piazza d’Armi nel VII secolo a.C.

Ecco il programma completo:

Venerdì 10 Febbraio

Stella Interlando, Antonella Frigerio (Bioarcheologa e antropologa fisica)

Gli uomini e le donne di Piazza d’Armi: dati antropologici

Venerdì 24 Febbraio

Luca Donnini, Massimiliano Gasperini (Associazione Astra)

Nuovi dati sulla topografia di Spoleto romana

Venerdì 3 Marzo

Liliana Costamagna (Polo Museale del Piemonte, Ufficio Unesco e collezioni del Castello di Racconigi)

Il lusso oltre la morte: letti in osso dall’alta Sabina

Venerdì 24 Marzo

Carlo Virili (Università di Roma “La Sapienza”)

Paesaggio e popolamento nella conca di Rieti e nel Bacino di Piediluco (TR) prima dei romani

Venerdi 14 Aprile

Adriano Maggiani (Università Ca’ Foscari di Venezia)

Gentes Antiquissimae Italiae: Umbri ed Etruschi a confronto

Venerdì 28 Aprile

Luana Cenciaioli (Polo Museale dell’Umbria, Musei Archeologici Nazionali di Perugia e Orvieto)

Perugia underground: Il santuario etrusco della Cattedrale

Venerdì 5 Maggio

Valeria Acconcia (Università degli Studi di Chieti-Pescara)

Popoli preromani d’Abruzzo

Venerdì 19 Maggio

Laura Bonomi Ponzi (già Soprintendenza Archeologia dell’Umbria)

Aspetti del culto degli umbri: le vette e le acque

Venerdì 9 Giugno

Lo Staff del Museo

Visita guidata al laboratorio di restauro e ai Magazzini del Museo

Venerdì 16 Giugno

Enrico Benelli (Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico – CNR Roma)

Monumenti di pietra con lettere misteriose. La scrittura nell’Italia centrale in epoca arcaica

Carsulae 1951 – 2016 Dai grandi scavi di Umberto Ciotti alle ultime ricerche archeologiche

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Il titolo scelto per questa esposizione riassume in poche parole la storia della riscoperta di un sito, quello appunto della città romana di Carsulae, iniziata in maniera sistematica a partire dal 1951, grazie all’iniziativa del Dott. Umberto Ciotti. Da quel momento si susseguirono una lunga serie di lavori di scavo, restauro e ricostruzione parziale di quelli che erano i monumenti principali, che si protrassero fino al 1972.
Da quel momento la città assunse la veste e l’aspetto che ancora oggi possiamo ammirare visitando il parco archeologico, divinamente immersa in una natura quasi incontaminata, in una cornice paesaggistica di rara bellezza.

La prima sezione della mostra ha come oggetto una selezione di materiali provenienti dagli scavi di Umberto Ciotti, tra cui una serie di frammenti in avorio provenienti dal teatro di Carsulae, scoperti nel 1951 e originariamente appartenenti ad una cassa decorata o ad una klyne,

insieme ad una lucerna in bronzo, due teste in marmo e altri oggetti di piccole dimensioni, conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Perugia. Arricchiscono l’esposizione due statue in marmo di epoca imperiale, in prestito dal Museo Civico Archeologico di Terni.

 

Solo da pochi anni,  grazie al sostegno  economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e grazie all’impegno di un gruppo di archeologi e restauratori, dai quali è poi sorta l’associazione culturale Astra, sono riprese le ricerche e si sono riportate alla luce strutture e materiali di un settore completamente inesplorato della città, il “Quartiere Nord Est”. Le indagini dirette dagli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, si sono svolte a partire dal 2012, dapprima sotto la direzione scientifica della Soprintendenza, poi in regime di concessione ministeriale rilasciata all’Associazione Astra Onlus.

In questa sede si presentano tre interessanti reperti rinvenuti nel corso dei recenti scavi: un oscillum in forma di maschera teatrale in marmo, raffigurante una kore della Commedia Nuova, un pendaglio raffigurante Arpocrate ed un castone di anello in corniola, con incisa l’immagine di Minerva.

Pendaglio bronzeo raffigurante Arpocrate

 

Sono inoltre esposti numerosi frammenti di ceramica sigillata italica provenienti dallo scavo di un importante butto di materiali ceramici di epoca augustea ubicato nel saggio D e indagato nel corso del 2016. I frammenti recano il marchio di fabbrica impresso sul fondo o decorazioni realizzate a matrice lungo le pareti del vaso.

Il giorno 19 gennaio, in occasione dell’inaugurazione della mostra, sarà presentato il video “Carsulae 69 d.C. Back to life”, parte integrante del percorso di visita, che sarà sempre visibile negli orari di apertura. Il video è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e realizzato da Euromedia S.r.l.

Si ringrazia:

Accademia Etrusca di Cortona

Associazione Culturale Astra Onlus

Comune di Terni

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Museo Archeologico Nazionale di Perugia

Polo Museale dell’Umbria

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria

Splendente come il sole. Abbigliamenti e ornamenti nella Spoleto di 2700 anni fa

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splendente-come-il-soleSabato 17 dicembre 2016 presso il Museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto, alle ore 16,00, sono state presentate ed esposte al pubblico le fedeli riproduzioni di alcuni indumenti ed ornamenti indossati dalla comunità che visse a Spoleto nel VII secolo a.C.
Le riproduzioni sono state realizzate sulla base dei reperti rinvenuti nella necropoli di Piazza d’Armi utilizzando le metodologie dell’archeologia sperimentale, scienza che studia le tecniche artigianali in uso nell’antichità e le ripropone con gli stessi materiali ed utensili al fine di comprendere i segreti delle antiche botteghe e mostrare dal vivo come fossero realmente quegli oggetti che vediamo oggi, ormai consunti dal tempo, nelle vetrine del Museo.
L’iniziativa rappresenta una prima presentazione di un progetto promosso dall’Associazione Astra Onlus in collaborazione con il Polo Museale dell’Umbria, finanziato dalla Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini di Spoleto, che partendo dallo studio delle tracce di lavorazione presenti sui reperti ha portato a formulare ipotesi sulle tecniche della tessitura delle fibre animali e della fusione e rifinitura dei metalli come bronzo e ferro.
Alla presentazione sono intervenuti la dr.ssa Maria Angela Turchetti, neo-direttrice del Museo Archeologico di Spoleto, il dr. Joachim Weidig, archeologo che da anni segue gli studi della necropoli, la dr.ssa Glenda Giampaoli, direttrice del Museo della Canapa di S. Anatolia di Narco ed esperta in tessuti antichi, ed il dr. Fabio Fazzini, archeologo ed esperto nella lavorazione dei metalli con tecniche antiche.
L’esposizione delle riproduzioni, allestita con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, rimarrà visibile per tutto il periodo delle festività con la possibilità di usufruire di visite guidate a tema. 

Scavo al Quartiere Nord Est di Carsulae (TR)

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Nel mese di giugno 2016 sono ripresi i lavori di scavo e restauro nel “Quartiere Nord – Est” dell’area archeologica di Carsulae, lavori iniziati sotto la direzione scientifica della Soprintendenza nel 2013 e da quest’anno diretti, su concessione ministeriale, dall’Associazione Culturale Astra Onlus (Associazione per lo studio del territorio la ricerca e l’archeologia), grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, che ha reso possibile la ripresa delle indagini archeologiche in questo importante settore della città, indagini che proseguiranno anche nei mesi di settembre ed ottobre.

A portare avanti i lavori è il team di archeologi e restauratori di Astra, diretto dagli archeologi Luca Donnini e Massimiliano Gasperini, con l’importante collaborazione internazionale stretta da anni con la Macquire University di Sidney, i cui studenti, coordinati dalla Prof.ssa Jaye Mackenie Clark, hanno partecipato alle operazioni di scavo e nel mese di settembre procederanno con lo studio dei materiali emersi durante la campagna in corso.

Gli obiettivi della presente campagna di scavo sono molto ambiziosi, poiché si punta, con una serie di interventi mirati, a comprendere la cronologia delle varie fasi di ricostruzione che hanno riguardato la città romana di Carsulae e le relative motivazioni.

L’area oggetto di intervento infatti, nonostante si collochi in un punto periferico della città, riveste una particolare importanza, poiché è a diretto contatto con una grande dolina, che corrisponde al crollo di una cavità carsica sotterranea, la cui genesi può aver pesantemente influenzato l’evoluzione urbanistica di Carsulae. Le ricerche hanno infatti dimostrato che quest’area, dopo il crollo, venne utilizzata come discarica di materiale databile tra la fine del I sec. a.C. e gli inizi del I sec. d.C., che sta emergendo in quantità del tutto eccezionali. Inoltre, i lavori stanno riportando alla luce una serie di ambienti ed un lastricato, che dovevano originariamente essere utilizzati per fini commerciali – produttivi.

Al momento sono in fase di scavo i livelli pavimentali degli ambienti e gli strati di riempimento della grande dolina, dalla quale stanno emergendo decine di frammenti di ceramica sigillata italica decorati, bolli di fabbrica e lucerne finemente decorate.

In collaborazione con i gestori del sito di Carsulae, i saggi di scavo potranno essere visitati dai turisti durante i mesi in cui saranno in corso le attività di ricerca.

Area di Archeologica di Carsulae
Area Archeologica di Carsulae